03 ottobre 2014

... oltre il buio

                             Il racconto è frutto della creatività fantastica di


Puoi essere definito un animale notturno a nove anni o puoi essere consapevole di esserlo, e quella consapevolezza ha radici profonde almeno quanto la durata della tua giovane vita: perché tutti ti dicono che a nove mesi avevi invertito la notte con il giorno; perché il tuo primo ricordo è di te all'età di circa tre anni che guardi il volto stremato di tua madre che si è addormentata leggendoti una favola della buona notte, per la terza volta di seguito, ed è così bello quel viso dagli occhi cerchiati, finalmente disteso nel sonno, che non ti stancheresti mai di guardarlo, ti succhi il pollice e te la gusti, con gli occhi mai stanchi, nel silenzio della tua cameretta mentre la luce blu, vicino al comodino, proietta sul soffitto improbabili costellazioni; perché a cinque anni ti fingi addormentato e poi, quando i grandi dormono davvero, accendi sotto le lenzuola il gameboy e ci giochi, e ci giochi fino a quando tuo padre si sveglia, se ne accorge, e ti minaccia di portartelo via; perché a sette ti infili con la pila sotto le le coperte e leggi, leggi le storie che ti portano lontano, una pagina ancora e poi spengo, una pagina ancora e poi spengo.
E' quella dimensione intima della luce artificiale, del chiaro di luna alla finestra, che ti ha stregato, quelle ombre che si muovono a volte sinistre e che ti raccontano di universi paralleli, di epoche lontane in cui giravano animali terrificanti, di mostri che sbavano sostanze appiccicose e tu resti lì e li crei perché ti distruggano e li distruggi per crearne ancora.
E i rumori che venivano dalla camera dei tuoi che avresti voluto sapere cosa significassero ma che non hai mai osato alzarti per andare a decriptare e quei respiri strani e quei gemiti che poi ad un certo punto sono spariti e che un po' alla volta sono stati sostituiti dal suono, quello sì noto e poi persino troppo familiare delle loro litigate, le urla smorzate e gli "attento a come parli che ci sente". E poi le porte sbattute, e poi le porte non aperte fino al mattino e tu con le orecchie tese ad ogni minimo rumore, sperando di sentirlo rientrare sperando di non sentire il pianto soffocato di tua madre. Ed è così che tu, animale notturno, cresciuto troppo in fretta, questa notte hai deciso di vivertela fino in fondo e mentre litigavano sei sceso in silenzio, hai spento il tuo cellulare ed hai iniziato a camminare, oltre il buio del dolore, lampione dopo lampione, una falce di luna in cielo finché i battiti troppo rapidi del tuo cuore non hanno preso il ritmo dei tuoi passi, lenti.
E già comprendi camminando che non è per te che potranno continuare in questo modo ed è un pensiero da animale adulto più che notturno, un furto di infantile levità.
Non fa paura il buio, non quanto la luce che illumina la zattera naufraga su cui ti spinge il fallimento del loro amore.


Per Francesca che mi ha prestato il suo bellissimo scatto


29 commenti:

  1. Uno scatto bellissimo, Francé!!

    Moz-

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  2. Un bambino deve lasciare la sicurezza del lampadario e inoltrarsi nella zona buia... terribile.

    Buon scatto.
    podi-.

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  3. Grande scatto, molto significativo...
    Un abbraccio e bona giornata da Beatris

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  4. Bellissima foto che apre ad infinite interpretazioni!
    Ti auguro uno splendido weekend;))
    A presto^__*

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  5. Come sempre, la tua classe non è acqua :)

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  6. Brava ottimo scatto Francesca.
    M.

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  7. Ma è davvero un bambino come dice Podi? ed ha le cuffie alle orecchie?

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    1. Amanda, mi hai messo in dubbio... Io creo che abbia otto o nove anni (bambino o ragazzo?? forse è più grande...) Comunque, una bella immagine.

      podi-.

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    2. se davvero è un bambino (ma non credo) ed ha le cuffie alle orecchie vorrei il permesso di Francesca per farci su una storia della serie "a mille ce n'è". Attendo lumi

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    3. Podi ha buon occhio :)

      Lui è la mia "luna" ed ha nove anni. Non ha le cuffie alle orecchie, evidentemente i capelli molto corti e la luce riflettente, hanno accentuato le orecchie un po' a sventola.
      Amanda, vista la tua florida fantasia nel creare fantastici scenari, ho letto quella tratta dalla poesia di Alberto, puoi far finta che sia ciò che vuoi.
      " A mille ce n'è" è già un buon titolo :)
      Attendo curiosa.
      Buona domenica a tutti
      Francesca

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    4. vabbè passa domani che trovi un racconto per te :)

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    5. Amanda grazie di cuore, è un racconto davvero profondo e, purtroppo, spesso molto realistico.
      Lo farò leggere a Mattia, la mia luna.

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    6. poi mi dirai che ne pensa Mattia :)

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  8. Bella nei suoi elementi essenziali.

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  9. Ho DOVUTO cambiare indirizzo, Francesca, ma tu non mi lasciare, please!
    Cristiana

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  10. spettacolare sotto tutti i punti di vista
    Mi Piace +++
    Ciao
    Ste

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  11. Perfetta la foto per il racconto e viceversa, complimenti per questa collaborazione...

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  12. Francesca, sei davvero carina con me, gentile e amabile.
    Sono andata in confusione a causa del blog vecchio, che dubito di poter recuperare, e ora non ricordo cose devo fare per avere i followers.
    Puoi aiutarmi?Grazie e buona notte.
    Cristiana
    Cristiana

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  13. la foto è mozzafiato, il racconto dell'Amanda è come sempre stupendo. piacere di conoscerti Francesca
    Sandra

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  14. Davvero una collaborazione riuscita. Ancora! :-)

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  15. Ciao! Ho trovato il tuo blog girovagando tra le pagine.. E' un blog molto interessante! Mi piace che a quanto ho potuto vedere tratta vari argomenti! ^^ Ti seguirò volentieri ^^ Se hai voglia passa da me!
    A presto... Pollysilvia ^^

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  16. Las colaboraciones siempre dan alegrías. Ésta es perfecta ... la foto estupenda y perfectamente arropada por esa historia .

    Abrazos

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  17. Wonderful photo !
    Greetings from Finland.

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  18. Amanda è bravissima .
    Maurizio

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